3 aprile 2015

My Makeup Geek Eyeshadow Collection

Aprire le finestre di casa e trovarsi davanti una chiesa con più di mille anni di età, talvolta mi fa pensare che vivere in un continente in cui, ovunque, è passata la Storia non sia poi una totale fregatura. 
Ma ci sono cose che mi fanno rosicare come se fossi una dannata e che rendono una L.A. girl una persona più fortunata della sottoscritta. Tra queste vi è l'indubbia facilità con la quale quest'ultima riesce ad accedere a determinati brand, che per me, per un motivo o per un altro, rimangono solo un lontano miraggio. 
Perché, a scanso di equivoci, io il coraggio di ordinare fuori Europa finora l'ho trovato soltanto per degli ombretti dei quali mi sono immediatamente innamorata. Sto parlando di quelli appartenenti al marchio americano Makeup Geek e questa è la recensione della mia piccola collezione. 



Peach Smoothie: beige pescato opaco. Questo ombretto è tra i miei preferiti, sicuramente si inserisce nella top tre. E' validissimo come colore da transizione; lo trovo molto adatto al mio incarnato chiaro, perché si vede ma non è invadente. Anche quando non so come truccarmi parto sempre da lui. Applicato come base nella piega, e talvolta usato proprio in combinazione, mi aiuta a sfumare persino gli ombretti più rognosi. Non posso più stare senza. Come riuscivo a truccarmi prima? 

Crème Brulee: marroncino chiaro opaco. Contrariamente a quanto può sembrare guardando esclusivamente la cialda, su di me questo ombretto vira al pesca, ma non è così rosato quanto Narciso di Nabla, al quale credevo Crème Brulee assomigliasse. 
E' stato tra i primi quattro ombretti che ho acquistato, ormai quasi un anno fa, e credo che sia quello che ho utilizzato di più in assoluto. Lo ritengo un colore basilare per qualsiasi trucco al quale si voglia dare un'anima calda, seppur in maniera leggera. E' come se fosse una sorta di upgrade di Peach Smoothie, si sfuma a guardarlo e quando finirà - dogana, abbi pietà di me! - lo riacquisterò subito. 

Latte: marrone medio opaco. Ho ponderato l'acquisto di quest'ultimo perché da alcuni swatches online ritenevo fosse davvero molto simile a Buck (ombretto che già possiedo) della Urban Decay. Tuttavia, come prevedibile che fosse, lo spirito ''gotta catch 'em all'' che c'è in me ha prevalso e pure il signorino è finito nel carrello. Ora, non posso certo dire che lui ed il marroncino della Naked stiano in due universi opposti. Latte, in ogni caso, mi dà l'impressione che sia più caldo, benché non in maniera tanto ovvia da finire sul rossiccio o sull'aranciato. E' superfluo averli entrambi? Forse sì!

Frappe: marrone caramello opaco/satinato. Sul sito Makeup Geek questo ombretto viene definito matte, ma non sono totalmente d'accordo; infatti ha una leggera satinatura che a seconda del pennello col quale si decide di applicarlo è più o meno visibile. E' sensibilmente più pigmentato dei tre precedenti (merito del mix di finish) e decisamente più caldo di Latte, nonché meno polveroso.

Chickadee: giallo aranciato opaco. Questo è stato il primo ombretto della linea che sentivo l'assoluto bisogno di avere. Ha una colorazione unica (non sono ancora riuscita a trovargli un ombretto neppure vagamente somigliante), un'ottima texture e se steso con un pennello ampio e dalle setole non troppo fitte è perfetto anche per un trucco da tutti giorni. La sua missione conclamata è conquistare il mondo!

Goddess: rame dorato metallizzato. Con Goddess passiamo ad un altro finish. Finora ho parlato di ombretti che mi piace prevalentemente utilizzare nella piega o nella parte inferiore dell'occhio, magari per aiutare la sfumatura di qualche colorazione più scura. Goddess, al contrario, è il primo ombretto che considero da tutta palpebra. Ma ho un'annotazione da fare.
Se la texture dei matte, posto che siano polverosi, mi fa impazzire, non reputo altrettanto buona quella dei metallizzati, dei perlati e dei frost. Difatti, tutti gli ombretti caratterizzati da questi finish hanno (con la sola eccezione di Burlesque) la necessità di essere sostenuti non soltanto da una classica base, bensì da una ancora più aggrappante (come un correttore corposo), altrimenti sono destinati a perdersi. Senza questo accorgimento Goddess stesso si dimentica il suo finish metallizzato e si trasforma in un rame/bronzo satinato privo di alcun attributo.

Cocoa Bear: marrone rossastro opaco. Sienna di Anastasia Beverly Hills, durante il corso del 2014, sembrava avesse invaso l'account di ogni instagrammer che si rispetti. Naturale che io poi iniziassi a vedermelo comparire nei sogni. Avere Cocoa Bear a portata di mano è stato di notevole consolazione. In termini di colorazione, rispetto a Sienna, non è troppo distante e, vista la sua alta qualità, mi ha tenuta in piacevole compagnia. Al momento credo di preferirgli Petra di Nabla, che ha all'interno una maggiore percentuale di rosso. Ya.

Country Girl: marrone rosato perlato. Sì, avete letto bene. Rosato. Lo swatch sopra non è fedelissimo e può trarre in inganno, in realtà risulta decisamente più rosa di quanto non appaia in foto. Lo ricomprerei? Non ne sono sicura. Non so come, ma questo ombretto è finito tra quei prodotti antipatici che non hanno un reale motivo per essere considerati tali. Sarà che non mi aspettavo affatto avesse un finish perlato; tutte quelle perlescenze sono state un colpo che non ero pronta ad incassare. Forse un giorno mi sveglierò e troverò un modo per farne uso, perché si sfuma bene ed è uno dei meno polverosi tra gli ombretti che sto presentando; certo, potrebbe avere una pigmentazione migliore ma, a parte una questione di puro gusto personale, non è malvagio, tutt'altro. La verità è che non c'è feeling.



Bitten: rosso borgogna quasi totalmente opaco. Come Frappe, seppur in minor misura, mostra una vaga luminosità. Però, a differenza di quest'ultimo, non vanta la medesima texture. E' piuttosto triste da dire, perché il colore è del tipo che mi fa sentire come se stessi giocando in casa, ma, di tanto in tanto, ho qualche difficoltà nel sfumarlo e accade più frequentemente se utilizzo un pennello denso. Risolvo se, prelevando poco prodotto per volta, scelgo di usare un pennello da sfumatura più ampio e meno compatto - penso al Sephora Crease Brush.

Last Dance: prugna medio satinato/frost. Direi che qui ci sta un bel minuto di raccoglimento. Ma andiamo per ordine.
Il nome dell'ombretto mi va dritto al cuore. Evoca malinconia e mi rimanda ad una canzone dei Kyo (Dernière Dance) che, cielo, se posso dire di aver ascoltato!
Perciò, un po' mi dispiace ammettere che sia l'ombretto dalla performance peggiore. Temptalia gli ha dato A ed io, in tutta onestà, non me lo spiego. Se scorrete tra le recensioni presenti sul sito Makeup Geek, nella scheda relativa a questa colorazione, troverete alcune delle mie perplessità. Vi invito, pertanto, a dare uno sguardo al video a fine post, perché noterete ciò a cui sto per fare riferimento e che - mannaggia a lui che ha deciso di farmi lo scherzetto a scatti conclusi - dalla foto non si evince.
Perciò vado al sodo. Dopo qualche uso Last Dance ha iniziato a perdere la sua bella cera, al punto che mi sono chiesta se non mi avessero rifilato un prodotto scaduto. Sono affiorate, infatti, in superficie delle strane macchie azzurre, che si sono via via ingigantite ad ogni passaggio del pennello, finendo così per colonizzare l'intero refill. La cosa mi ha lasciata alquanto basita. Non mi è mai capitato prima, con nessuno degli ombretti che possiedo.
Potete comprendere, quindi, il mio scetticismo di fronte ad un voto tanto generoso da parte della sempreverde Tempty, ingiustificato se tenuto conto dell'alta polverosità di questo ombretto, della sua scarsa pigmentazione e del suo aspetto malsano. Al momento riesco a farlo funzionare soltanto sul Kiko Color-Up Long Lasting Eyeshadow N. 10 (il rosa malva perlato).

Burlesque: borgogna profondo metallizzato. Do sempre a Cesare quel che è di Cesare. E se un prodotto si è guadagnato la mia stima non posso che sbandierarlo ai quattro venti. E' questo il caso di Burlesque. Qualora aveste l'intenzione di dare una chance agli ombretti di questo brand, io direi che partire da lui non sarebbe una cattiva idea. Ottima pigmentazione e sfumabilità, buona texture, seppur un leggero fallout, e colore da podio. My darling!

Drama Queen: prugna scuro frost. Vorrei poter riservare a quest'ombretto parole migliori, ma ha una consistenza troppo grossolana perché possa suggerirvene l'acquisto. E' come se la polvere di cui è composto fosse così pesante da pregiudicarne l'aderenza alla palpebra. Di conseguenza si stende irregolarmente, è tostissimo da sfumare e, a causa di un eccessivo fallout, i bei riflessi presenti in cialda si perdono quasi totalmente, tant'è che il colore risulta spento. Con una base viola la prestazione migliora. E' per questo che non lo boccio in via definitiva.

Mango Tango: rosa corallo satinato con un tenue riflesso dorato. Questo ombretto è raccomandato a tutte coloro che, come me, sono amanti delle tonalità calde. Il suo punto di rosa non è troppo usuale; alla stregua di Chickadee, è difficile imbattersi in colorazioni del genere. La texture è mediamente polverosa e ciò incide inevitabilmente in maniera negativa sul payoff; infatti Mango Tango ha bisogno di una piccola spintarella per splendere al massimo della sua bellezza. Però, assicuro, un paio di passate e l'ombretto, accompagnato da quell'adorabile satinatura dorata, non delude le aspettative.

Bada Bing: marrone scuro satinato con microglitter dorati. Dopo anni di onorato servizio, Mineral Earth di Sleek (il marrone scuro e opaco della palette Au Naturel) mi ha avvisata che presto se ne sarebbe andato in pensione. Credo che solo un milanista, alla notizia del passaggio di Sant'Andrea alla Juve, sia stato assalito da uno sconforto più forte del mio. Perciò mi sono subito attivata per trovare a questo ombretto un valido sostituto ed in Bada Bing credo di averlo trovato. A prima vista è tutt'altro che un ombretto opaco; ma, con l'apposito pennello e una base e mano leggera, lascia a casa i glitter e diventa uno sfumabilissimo marrone scuro, perfetto per creare zone d'ombra. Lo consiglio vivamente!

Envy: verde scuro perlato. Sul sito Makeup Geek viene spacciato come un ombretto dal finish metallizzato. Ma, ancora una volta, non siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Nel Kiko Color-Up Long Lasting Eyeshadow n. 29 (il matitone ombretto verde scuro. Che dite, è il secondo che nomino, si vede che li amo?) ho trovato il suo alleato ideale. Su tale base, Envy riesce a rivelare quelle leggere perlescenze verde petrolio che lo caratterizzano. Diversamente, se lo si desidera utilizzare direttamente su di un semplice primer, è utile sapere che, e vale lo stesso discorso che ho fatto in precedenza per Goddess, Drama Queen e Last Dance, il finish di riferimento è quello satinato e il colore stesso in incupisce, tanto da apparire più nero che verde. E' molto polveroso, solo Last Dance e Drama Queen fanno peggio. Tuttavia, si sfuma bene e, in un modo o nell'altro, mi regala qualche soddisfazione a fine trucco. Credo che, presto o tardi, in ogni caso prima dell'arrivo del giudizio universale, lo vedrete in azione nel look che ho creato ispirandomi alla casa di Serpeverde. Gli Slytherin, che gente a posto!

Corrupt: nero intenso opaco. Nella beauty community questo ombretto si sta facendo conoscere per essere uno tra i neri più scriventi sul mercato, sempre vincente di fronte agli impalliditi Carbon di Mac e Bulletproof di Sugarpill. E lasciatemelo dire, pigmentato lo è per davvero. Va da sé che sfarini un poco, ma non è così secco ed ingestibile da sfumare. Anzi, se prelevato in modiche quantità, fila tutto liscio come l'olio e la stesura risulta omogenea.
Fatidica domanda: è davvero il nero più nero che ho? Uhm. Continuo a credere che Dark Matter di Sleek (Celestial Palette) lo batta.

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Per sommi capi, come penso abbiate intuito, salvo alcuni casi, io consiglio caldamente gli ombretti di questo brand. Si sistemano quasi tutti nella parte medio - alta della classifica. Giusto Last Dance merita davvero la retrocessione. 
Ciò che potrebbe far storcere il naso è il fatto che siano tutti, senza esclusioni, polverosi. C'è chi si comporta in modo migliore e chi in peggiore. Generalmente non peccano in durata. 
Per quella che è la mia personale esperienza, Makeup Geek va forte negli opachi e nei satinati, tutti setosi, pigmentati e sfumabili. Invece, su finish diversi da quest'ultimi ritengo debba metterci un maggiore impegno. 

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Questi ombretti vengono venduti unicamente sul sito Makeup Geek, nella sezione Store, per il costo di circa 5,50 euro (5,99 dollari) - deh, quando li ho acquistati io il cambio era più favorevole.
Per la spedizione non tracciabile (della durata stimata tra le due e tre settimane lavorative) si spende poco più di 5,70 euro (6,22 dollari). Nel caso voleste optare per quella in cui è possibile monitorare il percorso del pacco, beh, io vi avviso, sappiate che alla vista del prezzo vi potrebbero cadere gli occhi (si sfiorano i cinquanta dollari, cifra ridicola).

Arrivando dagli Stati Uniti, il rischio di incorrere nella dogana è, ahinoi, reale. Su quattro ordini, uno mi è stato fermato. La scocciatura più grande, oltre a sborsare per lo sdoganamento della merce (11 euro di costi fissi più l'Iva della base imponibile) e inviare le relative pratiche, è dover aspettare due mesi affinché si possa ricevere il pacco.

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Lo scorso novembre, quando mi è arrivata la comunicazione del fermo in dogana, mi sono ripromessa che mi sarei tagliata le dita se mi fosse venuta la voglia di ordinare, di nuovo, qualcosa dal loro sito. E, sin da quel momento, sto facendo finta che i Foiled Eyeshadow siano solo frutto della mia fantasia. Ma, accidenti, questo marchio è una tentazione continua. E recentemente sono state lanciate in commercio nuove colorazioni.
Sento la mia risoluzione vacillare ogni giorno di più. Voi salvatevi, se potete. Io ormai ne sono drogata!

16 commenti

  1. Vorrei un sacco provare gli ombretti e i blush di questa marca!! Leggo e vedo sempre recensioni super positive!! Peccato davvero che siano reperibili solo sul sito americano e che anche le spese per tracciare il pacco costino un sacco!! Prima o poi cederò anche io...

    Bellissima comunque la tua collezione!! :)

    Baci,
    Franci

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    1. Sì, che gran seccatura. Certo, i costi della spedizione non tracciabile incentivano gli acquisti, però l'ombra della dogana incombe. Io, in realtà, e non posso affermare altrimenti, per alcuni ombretti la sfiderei anche domani. >.<''

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  2. Io vorrei acquistarli da un sito europeo, magari solo uno per provare visto che i prezzi son di molto più alti ç___ç.

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    1. Mi è capitato di pensarci, ma credo che se ci fosse un rivenditore ufficiale europeo, potrei definitivamente dichiararmi rovinata. Che sogno!
      Però ti posso dire che la dogana ha dormito le volte in cui ho ordinato tre/quattro pezzi per ordine. Mi è stato fermato solo l'ultimo pacco, quello contenente sei ombretti. Dopo averla passata liscia per tre volte, incominciavo a sentirmi sprezzante del pericolo. Ed ecco che sono rimasta fregata. -_-

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  3. Ho bisogno di più Chickadee nella mia vita. Ecco dove trovare quella punta di gialloarancio che mi mancava!! E comunque complimenti, hai giusto fatto si che vacillassi nel mio proposito di ban cosmetico u.u <3 Peccato per Drama Queen, sembra un colore incantevole ç_ç Ps: il post è stato davvero chiaro e molto apprezzato, e ora desidero tutta la tua collezione di ombretti in toto. <3 Bacini, Valeria <3

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    1. Ciao, Valeria! Mi fa tanto piacere tu abbia apprezzato questo post; pensavo che risultasse pesante, ma ci tenevo ad esprimere il mio parere su ogni singolo ombretto.
      Drama Queen, sì, è una delusione. Con qualche capriola si riesce a tirare fuori qualcosa. Però, spolvera davvero in maniera eccessiva e se fatalmente finisce nella piega non te ne liberi più. Un vero peccato!
      Sono contenta Chickadee stia colpendo nel segno. Se lo merita, è un ombretto strepitoso!

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  4. Questi ombretti sono una vera tentazione, ma il pericolo dogana mi scoraggia sempre :-(
    Mi spiace molto per Last Dance, anche io mi sarei preccupata con l'apparizione di quelle macchie :-/

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    1. A me mettono costantemente sotto prova. Li vorrei tutti, persino gli argento (il che è tutto dire, visto che è un colore che non uso quasi mai)!
      Le macchie di Last Dance, a quanto pare, sono comuni. Una vera stranezza. Rendono l'ombretto completamente ingestibile.

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  5. Ho gli occhi a cuoricino... Così <3___<3
    Vorrei acquistare anche io alcuni - tutti - di questi ombretti, Chickadee per primo.
    Peccato per Last Dance, è un colore splendido.
    Io comunque non mi fido mai delle recensioni di Temptalia, la consulto giusto per gli swatches. Una persona che ha da provare così tanta roba che "esperienza" del prodotto potrà mai avere? Ovviamente è solo un mio parere.

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    1. Sì, in effetti la tua considerazione non è sbagliata. Io continuo a reputare Temptalia un punto di riferimento, però non posso negare che talvolta sia arrivata alle tue stesse conclusioni.
      Chickadee è in assoluto tra i miei preferiti. Lo ricomprerei anche domani!

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  6. Stupendi tutti meravigliosi, adoro gli opachi e questi sembrano molto validi, accidenti alla dogana!

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    1. Sì, i matte che ho provato io sono uno più bello dell'altro! Tutti stra-consigliati.

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  7. cavolo *_* voglio fare un ordine *_* ma con la mia fortuna... la dogana mi bloccherà tutto =(

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    1. Fino a quando ho ordinato massimo quattro pezzi, il pacco è passato inosservato. Se sei desiderosa di provare gli ombretti di questo marchio, io ti consiglio di provare ad acquistare giusto quei tre/quattro per te più interessanti. Minimizzi così il rischio che ti venga fermato.

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  8. Sono andata vicina all'ordine più volte ma alla fine non ho mai acquistato però ammetto che ci sono dei colori davvero meravigliosi...Frappe, Bitten, Last Dance, Burlesque, Drama Queen, Envy....no vabbè dai li vorrei tutti....non fatemi aprire il video altrimenti sono rovinata.....

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    1. Io combatto giornalmente con la voglia di piazzare un altro ordine. Makeup geek è il brand della perdizione. Io vorrei anche i pennelli, i blush... i pigmenti! Accidenti!

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