24 dicembre 2015

LA Splash Smitten Lip Tint Mousse: Nymphaea, Love Struck, Inflamed and Raven

Negli ultimi due anni sono numerose le case cosmetiche che hanno deciso di puntare sulla produzione delle tinte labbra, tant'è che se mi mettessi a contarle tutte, probabilmente sarei occupata fino al nuovo anno.
Di alcune ne sento parlare da tempo, altre noto che arrivino tardi alla festa (sì, Mac, mi sto riferendo a te), ma mi ritrovo ad accoglierle sempre con un caldo benvenuto. Perché, beh, ammetto che questa tipologia di prodotto sia quella che preferisco quando, in un look, arriva il fatidico momento del trucco labbra.
Perciò, nel marasma, tra marchi noti e brand indipendenti, i social (bastano dei passaparola tra un post ed un altro, delle foto su Instagram o dei video tentatori su Youtube) mi danno una grande mano nel tenermi costantemente aggiornata sulle novità.
E' così che, mentre curiosavo nell'homepage di Facebook, sono venuta a conoscenza dell'esistenza di LA Splash e delle sue tinte, divise dalla casa cosmetica statunitense in tre differenti linee: tappo argento per quelle appartenenti alla Studio Shine Lip Lustre, oro per quelle della Lip Couture e fucsia per quelle della Smitten Lip Tint Mousse.
Di quest'ultimo assortimento sono le tinte oggetto del post di oggi, per i quali nomi si è scelto di ispirarsi alla terminologia del mondo magico (Inflamed, Bewitched, Enchanted, Spellbound...) e, ma questo sino a tre mesi fa, più direttamente alla saga di Harry Potter.
Infatti, purtroppo aggiungerei, in seguito a dei prevedibili problemi di copyright (l'azienda non è mai stata associata in alcuna maniera al marchio che detiene i diritti di HP), otto delle diciassette colorazioni presenti nella collezione hanno cambiato nome, benché sia numerazione che formula non siano state variate.
Io ho fatto in tempo a ricevere l'ordine un paio di giorni prima che tutto ciò avvenisse, pertanto le tinte in mio possesso riportano ancora la vecchia denominazione. Comunque, per questioni di chiarezza, sia nella foto degli swatches che nelle riflessioni a venire, ho specificato i nuovi nomi, appunto, con i quali ora vengono vendute.
Quindi, direi che i tempi si sono fatti maturi per entrare nel vivo di questa recensione.



Inizio così a parlarvi delle tre tinte per le quali sono giunta alle medesime considerazioni.
Love Struck (Lovegood) è un malva medio che sotto determinate luci (no, non quelle mega artificiali della mia stanza) sembra quasi viola. L'ho acquistato perché avevo essenzialmente bisogno di soddisfare la mia sete di malva, colore per il quale sto sconfinando nella mera ossessione, e, quindi, non solo per l'ovvio riferimento a Luna.
Nymphaea (Nymph-adora) è un marrone rosato, più scuro rispetto a  Waffle di Mulac e a Mandorla di Wycon, decisamente 90's (come va di moda da un certo periodo a questa parte). Stavolta, sì, sono stata venale. Confesso che la simpatia che nutro per Tonks (chi non adora Tonks!) abbia influito, e non poco, sulla decisione finale di comprarlo. E vi devo dire che non me ne sono affatto pentita, sorprendendo persino me stessa. Difatti, sebbene questa sorta di marroncino non rientri solitamente tra le mie prime scelte, negli ultimi mesi di Nymphaea ne ho fatto un buon uso, soprattutto in quelle occasioni in cui, volendo lasciare a riposo i rossetti importanti, un trucco occhi estremamente caldo mi metteva quasi alle corde.
Raven (Raven Claw) è un borgogna molto cupo con una discreta quantità di marrone al suo interno. Sulla scia di questo colore conto anche Sin di Mac. Ad una prima occhiata credevo si assomigliassero. In realtà mi sbagliavo alla grande. D'altronde trattandosi di una tinta, e non di un regolare rossetto, c'era da aspettarselo che risultasse maggiormente intensa. Inoltre la tonalità è molto più scura.
Facile intuire che questa sia la mia preferita tra le tre. O meglio, lo era. Ancora la piango. Ma mi spiego meglio.
Causa un packaging composto da una plastica non solida a sufficienza, si è spezzata la parte nella quale si avvita il tappo, proprio mentre lo richiudevo. Così, nell'impossibilità di mantenere Raven valida nel tempo (questa tipologia di cosmetico è necessario che non prenda aria; è la stessa LA Splash a specificarlo), non ho potuto fare altro che cestinarla. Ma la ricomprerò, dovesse cascare il mondo!
Quindi, scarsa qualità del packaging a parte, il giudizio nei confronti di questo gruppo di tinte è più che positivo.
Sono accomunate da una texture cremosa, meno leggera di quella dei Liquid Lipstick di Wycon o dei Sephora Cream Lip Stain, e sensibilmente più densa nel caso di Raven.
Love Struck e Nymphaea sono scriventi al primo tratto e direi meno male, perché hanno consistenza tale da sopportare, al massimo, due passate piene di prodotto. Nel caso si abbondasse, il rischio sarebbe quello che la tinta, una volta asciugatasi, inizi a sgretolarsi, finendo sui denti, sul mento. Insomma, poco esilarante.
Con Raven, perché renda al meglio, c'è bisogno di insistere mezza volta in più.
L'applicatore è tagliato obliquamente e le dimensioni sono quelle giuste affinché distribuisca il colore in maniera omogenea. Sono solita, poi, perfezionare la stesura con l'aiuto di un pennello di piccole dimensioni per contornare le labbra e del correttore per pulire eventuali sbavature.
Nel giro di un paio di minuti diventano completamente opache, garantendo una durata estrema per ore e ore. Mi è capitato di addormentarmi con Nymphaea indosso e svegliarmi con la tinta, ok, sbiadita, ma pur sempre visibile dopo ben sedici ore. Sedici, sì. Avevo le labbra che parevano dei datteri rinsecchiti.
Tendenzialmente reggono in modo perfetto cinque/sei ore. Resistono bene ai pasti (ovviamente non ai cibi oleosi) e alle bibite. Successivamente, in modo graduale, perdono vivacità nelle zone maggiormente umide, quindi agli angoli della bocca e nella parte centrale.
In ogni caso, per rimuoverle, ci si deve munire di uno struccante bifasico o per trucco waterproof.
Va da sé che, essendo a lunga tenuta, disidratino le labbra. Non sono certo tinte confortevoli. Si avvertono dal primo istante fino al momento in cui si decide di toglierle. E, sinceramente, io preferisco questa sensazione di secchezza a quella di precarietà datami da un rossetto cremoso.
Quasi mi scordavo di appuntare che sono contraddistinte da un odore di vernice che, in particolar modo durante la lavorazione del prodotto nell'arco di cupido, non passa inosservato. Comunque non perdura dopo che la tinta si è mattificata.

Probabilmente vi sarete accorti manchi all'appello la descrizione di Inflamed, il rosso su base fredda che vedete swatchato nelle foto sopra. No, non me ne sono dimenticata. Bene. Vorrei riassumere con tre parole dettate dal cuore: statene alle larga.
Eppure sento di dovervi qualche informazione in più.
Esordisco affermando di non avere un grande feeling con i rossetti rossi. Non che non mi piacciano, tutt'altro. E' che non mi ci vedo bene il più delle volte.
Invece, istigata da video nei quali Inflamed si vendeva per essere una meraviglia, ho temerariamente deciso di inserirla nell'ordine. Mai l'avessi fatto.
Con tutto ciò di cui ho largamente ciarlato prima questa tinta non ha niente a che spartire.
La consistenza della quale è composta è tanto secca da aver soffocato l'applicatore sotto una coltre di grumi dal colore indefinito. Né rossi, né neri. Di conseguenza, la stesura è terribile. E anche quando, con tanta fatica e con la percezione di avere la bocca chiusa in una colata di gesso, si riesce (alla terza passata!) ad ottenere una tonalità di rosso cupo decente, gli sforzi vengono vanificati da una durata ridicola: appena una decina di minuti prima che si sfaldi miseramente. Tenuta totale: un'ora e mezza. Sì, ho avuto la pazienza di annotare i suoi passi verso la resa definitiva.
Ho provato svariate maniere per farla funzionare. Ma nulla. Alla fine ho dovuto accettare il fatto che non diventerà mai una tinta opaca, perché l'unica soluzione, al fine di trovarle una qualche utilità, è stata quella di diluirla pesantemente ad un balsamo labbra, trasformandola in un rossetto dal finish cremoso che, col contorno labbra snob che mi ritrovo, ha sbavato da tutte le parti.
Tra l'altro, vista questa sua texture da incubo, il prodotto si è tutto concentrato alle pareti della confezione e sembra che ve ne sia rimasto pochissimo da usare, dopo appena una manciata di utilizzi. It's a shame!
Mi dispiace esprimermi a riguardo in maniera così negativa. Purtroppo però Inflamed, come tinta, è un assoluto disastro.
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Concludo riportandovi alcuni dati utili.
Queste tinte labbra presentano un pao di 24 mesi e una quantità di 3 ml.
In Europa le trovate per la cifra di £9.95 (circa €13.60) presso gli inglesi Cocktail Cosmetics e Love-Makeup. Io le ho acquistate da quest'ultimo per via del fatto che le spese di spedizione (£6.50) costano meno rispetto al primo sito che ho citato.
La spedizione viene effettuata tramite corriere ed i tempi di consegna oscillano dai cinque ai quattordici giorni lavorativi.
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Spero che questa lunga recensione non vi abbia annoiati. Vergognosamente ampia, lo so.
Intanto, mi accingo a preparare quella relativa alle tinte della collezione limitata ''Dia De Los Muertos''.
Le blatere non sono certo finite! Ehm...
By the way, passate un buon Natale!

5 commenti

  1. Sono bellissime *_*
    Certo che costano parecchio per il quantitativo che contengono!

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    1. Sai che ora che me lo fai notare, hanno meno della metà del quantitativo di una tinta Wycon (7ml). o.o Sì, in rapporto, il prezzo risulta alto!

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  2. Mi spiace molto per Inflamed, sembra bellissimo, ma vista la stesura non vale la pena D:
    Per il resto trovo questa tipologia di prodotto molto interessante *_*

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    1. Inflamed come rossetto cremoso funziona e risulta essere anche molto carino. Ma, in veste di tinta labbra, c'è solo da mettersi le mani sopra i capelli. :\
      Io adoro questo genere di prodotto.
      Conta che, a causa di un contorno labbra disgraziato che non trattiene nulla che non sia matte, mal sopporto perfino i Satin di Mac e anche con i nuovi Diva Crime di Nabla (Cosmic Dancer in particolare), in questo senso, ho avuto qualche problema.
      Perciò, mi butto a cuore aperto sulle tinte proprio perché mi evito tutti i pensieri.

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  3. Stupende! Peccato per Inflamed perché è il colore sul quale avrei potuto puntare. D'altronde anche io ho contorno labbra capriccioso e in più poco mi fido dei rossetti cremosini/idratanti... ho paura di ritrovarmi il naso sporco XD Motivo per cui nisba con i Diva Crime di Nabla: amore non corrisposto.

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